Generazione del Villamagna Doc. L’Evoluzione della specie

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Un quintetto di giovani produttori per la promozione di Villamagna a tutto tondo

I produttori dell’Associazione Generazione del Villamagna Doc

Cinque cantine, un territorio, tante sfumature interpretative del medesimo patrimonio da promuovere insieme. Queste sono le fondamenta su cui poggia l’Associazione “Generazioni del Villamagna Doc” costituita nell’omonima località teatina dalle nuove generazione di affermate aziende che concepiscono il vino in un’ottica di marketing territoriale. Così dal 2018 le cantine Agricosimo, Cascina del Colle, Palazzo Battaglini, Torre Zambra e Valle Martello (la cui titolare Katia Masci è presidente dell’Associazione) interpretano una produzione fedele allo slogan: “L’evoluzione della specie”.

Il territorio di Villamagna Doc si estende per soli 85 ettari ed è una delle denominazioni più piccole al mondo. È una Doc rossa a base di uve Montepulciano, le rese per ettaro sono molto basse, la vinificazione è non invasiva e i vini regalano colori pieni, sensazioni olfattive complesse, uno spettro  gustativo armonico, ampio ed elegante. Vini dal lungo potenziale evolutivo.

I vini Generazione Villamagna Doc Riserva

«Siamo molto orgogliosi di avere una Doc territoriale – racconta il quintetto della Villamagna Doc – traguardo raggiunto attraverso il contributo di tutto il tessuto produttivo del paese». Proseguono: «Promuovere una piccola DOC è una grande sfida, allettante e allo stesso tempo difficile se si ragiona da soli. Quindi l’idea di provare a fare insieme quello che ogni azienda fa quotidianamente».

Il sostantivo generazioni non è stato scelto a caso, esso esprime allo stesso tempo rispetto e continuità con il passato – molte delle aziende vinicole infatti sono alla seconda o terza generazione – ma anche un “new deal” imprenditoriale che si identifica con volti nuovi.

Quello a cui aspira l’associazione Generazione del Villamagna Doc è una collaborazione con le strutture ricettive, con la ristorazione locale, con le attività artigianali, per un concreto scambio di saperi e per programmare insieme le tappe di questo nuovo progetto collettivo. A maggior ragione in un momento economicamente delicato come quello attuale.

In occasione del decennale della nascita della Doc, prossimo 2021, l’associazione si prefigge di organizzare eventi di formazione mirati alla divulgazione e conoscenza della nuova Denominazione, così come di partecipare a iniziative  promozionali e fieristiche a livello nazionale e internazionale, secondo le modalità che saranno possibili a causa della pandemia.

La vocazione del paese alla viticoltura, e più in generale alla coltivazione, è attestata dal suo stesso nome (in latino “grande fattoria”). Compare nel 1059 per la prima volta in una bolla papale; nel 1323 l’agro di Villamagna compare nel “Registro delle pergamene” della Curia Arcivescovile di Chieti come terra di vigne, coltura assoggettata alla corresponsione di decime in favore della diocesi teatina. Il legame Curia-Villamagna è testimoniato anche dallo splendido palazzo arcivescovile del XVI secolo, che si erge nel punto più alto del paese e offre ancora oggi una spettacolare veduta a perdita d’occhio sui vigneti.

Gli studi incentrati sulla composizione del terreno, sulle vendemmie dei decenni precedenti, sull’esposizione dei vigneti e sui cloni di Montepulciano, portano ad individuare, in un ristretto territorio nel borgo di Villamagna e dei vicini comuni di Vacri e Bucchianico, una delle zone più vocate per la produzione di grandi vini rossi. Nasce così, nel 2011, la Denominazione di Origine Controllata Villamagna Doc.

Associazione di Produttori – Generazioni del Villamagna DOC
info@villamagnadoc.it

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