Doc Friuli Aquileia, dalla storia all’experience

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Doc Friuli Aquileia: dalla storia all’experience

Con Esplorâ, oltre al vino esperienze immersive per scoprire il territorio. Edizione n.60° della Selezione vini Doc

Vini finalisti, 60 ° Selezione Vini della Doc Aquileia. Credits: Michele Grimaz

Viti con innesti di storia e germogli di contemporaneità che si protendono verso il futuro mostrandosi al mondo senza mai perdere la propria tipicità. Un incipit metaforico per descrivere l’anima dei vini espressione della Denominazione Friuli Aquileia. Nel nome un chiaro rimando ai fasti dell’Aquileia della Roma Repubblicana, più di 2000 anni fa, vocata al florido commercio e dove il vino aveva una centralità, come attestato dalla cronaca storica e dai ritrovamenti archeologici. Oggi, questa vocazione vitivinicola sopravvive attraverso il lavoro di produttori che fanno della coesione il punto di forza propulsivo capace di aggiungere valore a un patrimonio territoriale meritevole di essere conosciuto oltre i confini del Friuli Venezia Giulia. Con l’obiettivo di fare divulgazione esperienziale, il Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Aquileia, presieduto da Roberto Marcolini (az. Ca’Bolani), ha organizzato l’incomming Esplorâ – in friulano significa: scopri, osserva – rivolto alla stampa di settore nazionale ed estera. In concomitanza con l’edizione numero 60 della Selezione di vini della Doc.

Visita in e-bike al sito Unesco di Palmanova. Credits: M. Grimaz

Il Consorzio Tutela Vini Doc Aquileia nasce nel 1976 e attualmente conta 17 associati, su 20 realtà produttive. La superficie di vigneto si aggira attorno ai 450 ettari compresi in un areale di 22 chilometri in lunghezza e una decina in larghezza. I vitigni principali a bacca bianca autoctoni sono il Friulano e la Malvasia, caratterizzati dalla sferzante freschezza e dal netto profilo olfattivo; gli internazionali sono il Pinot grigio, Pinot bianco e lo Chardonnay. Presenti anche lo Sauvignon e il Traminer.

Escursione nei vigneti di Ca’ Bolani. Credits M. Grimaz

La principale varietà autoctona a bacca rossa è il Refosco dal Peduncolo Rosso. Cenni storici narrano che discenda dal Pucinum, il vino preferito dall’imperatrice Livia, seconda moglie dell’Imperatore Augusto. Altre varietà presenti sono Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Tutte le varità, bianche e rosse, godono di esposizione, clima e terreno favorevoli all’esaltazione complessiva della tipicità.

Un modo concreto per misurare la crescita qualitativa è rappresentato dalla Selezione dei Vini della Doc Aquileia, che nella  edizione n. 60 ha visto i seguenti vincitori.

1.Pinot Bianco 2022, Cà Bolani
2.Friulano 2021, Ballaminut
3.Friulano 2021, Donda Giovanni
4.Malvasia 2022, Mulino delle Tolle
5.Sauvignon 2022, Cantine Rigonat
6.Traminer Campo di Viola 2021, Vini Brojli di Antonio Clementin
7.Bianco Palmade 2022, Mulino delle Tolle
8.Merlot Manfredo 2020, Barone Ritter de Zàhoni
9.Cabernet Sauvignon 2021, La Corta
10.Cabernet Franc 2021, Cà Bolani
11.Refosco dal peduncolo rosso 2021, Puntin
12.Il Refosco dal peduncolo rosso 2019, Mulino delle Tolle
13.Refosco dal peduncolo rosso Mosaic ros 2019, Tarlao, anche il  riconoscimento speciale “Marco Gottardo”, commemorativo di un viticoltore molto attivo del Consorzio prematuramente scomparso.

Il presidente del Consorzio Roberto Marcolini insieme ai produttori. Credits: M. Grimaz

I tredici vini sono accomunati, pur nella loro diversità, da una vena salmastra che funge da impronta territoriale, il sorso è tendenzialmente persistente e contraddistinto dal bel tenore acidico, il piano olfattivo è vibrante e immediato, nella maggioranza dei casi per via retronasale si percepiscono con coerenza le note fruttate apprezzate in fase gustativa.

Quanto ai rossi, l’uso del legno quasi mai intacca o sovrasta la complessiva armonia. I tannini dimostrano garbo e lasciano intuire un profilo ancora più aggraziato col progredire del tempo. Non da ultimo, tutti i vini rivelano un carattere moderno che consente una buona versatilità di abbinamento gastronomico. A tal proposito, lo chef del Ristorante Altran (1 stella Michelin) di Ruda, nel cuore del territorio della Doc, ha voluto omaggiare il Consorzio con una ricetta in abbinamento al Refosco dal Peduncolo Rosso: “Coniglio: pralina, crosticina, filetto e terrina della coscia, purea di pastinaca, ciliegie marinate, salsa alle erbe”.

Escursione nella laguna di Grado. Credits: M. Grimaz

Oltre agli ingredienti enogastronomici, nel corso di Esplorâ è stato possibile “assaggiare” altre tipicità di cui è prodigo il territorio. I siti Unesco di Aquileia, (visita notturna) e la città fortezza di Palmanova (in e-bike, nolo Zona 30 Bike G.); pernottamento e cena presso Mulino delle Tolle; visita in jeep della sconfinata tenuta Molin di Ponte; laboratorio olfattivo con Elena Cobez; esplorazione in taxiboat della laguna di Grado ammirando i casoni, cena presso il ristorante Ai fiuri di tapo; visita di Clauiano, il borgo “pieris e claps” (in friulano, pietre e sassi) e pranzo presso La Corte dei Vizi; visita all’azienda vinicola Foffani.

Il direttore Marcolini, nel ringraziare tutte i suoi collaboratori e i produttori, ha sottolineato: <<lavoreremo con impegno ed entusiasmo per valorizzare la sempre più alta qualità raggiunta dai nostri vini, nella tutela del nostro territorio e promozione delle nostre professionalità>>.

Attività realizzata con il contributo del Masaf, ai sensi del decreto direttoriale n. 553922 del 28 ottobre 2022.

Consorzio Vini Aquileia – Vini DOC Aquileia

©Riproduzione vietata

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