Dal V congresso nazionale Lady Chef: «diritto a più tempo libero»

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Da Pescara un appello corale per impostare un approccio sostenibile all’impegno in cucina, con più equilibrio tra lavoro-tempo libero‐famiglia.

Dal 25-27 ottobre 150 professioniste della ristorazione si sono confrontate e hanno visitato l’Abruzzo.

«Mani, mente e cuore: l’eccellenza al femminile», il titolo del convegno multidisciplinare che ha animato il V Congresso Nazionale Lady Chef. Intesa comune sulla necessità di ripensare l’etica lavorativa in termini di equilibrio tra tempo lavoro e momenti liberi, da dedicare a se stesse e alla famiglia.

Relatrici del convegno. Credits: Social Lady Chef

Pescara ha salutato le 150 delegate italiane e rappresentanti estere convenute in Abruzzo, dal 25 al 27 ottobre, per il Congresso Nazionale di Lady Chef, proprio in concomitanza con il 30° anniversario del sodalizio. Unanime la consapevolezza che bisogna ripensare le tempistiche richieste dal lavoro in cucina. In un’ottica di sostenibilità e di empowerment.

Il grande evento ospitato dall’Abruzzo, promosso dalla delegata abruzzese Enza Liberati, è stato organizzato con la collaborazione della Federazione Italiana Cuochi (di cui le Lady Chef rappresentano un compartimento) e dell’Unione Regionale Cuochi Abruzzesi (URCA), con la partecipazione dell’Istituto alberghiero De Cecco di Pescara, e con il contributo della Regione Abruzzo, della Camera di Commercio di Chieti Pescara e del Comune di Pescara.

Il programma ha previsto la visita di Pescara nella giornata di domenica, il lunedì è stato dedicato ai lavori di assemblea, seguiti da un percorso enogastronomico e culturale alla scoperta dell’Abruzzo, con la partecipazione delle migliori aziende agroalimentari e dell’artigianato locale, e infine, nel pomeriggio, il convegno “Mani, menti e cuore: l’eccellenza al femminile” ideato e organizzato dalla delegata Giovanna De Vincentis, presso l’Aurum di Pescara.

L’incontro, moderato dalla giornalista Jenny Viant Gomez, ha rappresentato un interessante spazio di confronto tra chef, imprenditrici, esperte del settore gastronomico e donne di scienza per ridefinire i confini della cucina moderna, ma anche per tracciare una riflessione più ampia sul mondo femminile con le sue conquiste e i traguardi ancora da raggiungere.

Dopo i saluti del Vicesindaco di Pescara e Assessore alle Attività Produttive Giovanni Santilli, del Vice Presidente della Camera di Commercio Chieti Pescara Linda D’Agostino, della dirigente scolastica dell’istituto alberghiero De Cecco Alessandra Di Pietro, del Presidente Nazionale FIC Rocco Pozzulo e del Presidente URCA (Unione Regionale Cuochi Abruzzesi) Lorenzo Pace, il confronto è entrato nel vivo portando interessanti spunti di riflessione nel dibattito che è stato il cuore del congresso.

Tra gli interventi, Rosanna Marziale, chef del ristorante Le Colonne di Caserta e ambasciatrice della Mozzarella di Bufala Campana DOP, ha raccontato il proprio percorso professionale, fondato sulla valorizzazione dei prodotti del territorio attraverso la ricerca e la creatività. Ha richiamato, al tempo stesso, la necessità di rendere il settore della ristorazione più sostenibile anche sul piano personale, con condizioni che consentano alle donne di crescere professionalmente senza dover rinunciare alla vita privata e alla famiglia.

Un tema condiviso da Arianna Gatti, chef abruzzese alla guida del ristorante Forme di Brescia, che ha ripercorso la propria esperienza tra cucine stellate e attività imprenditoriale, sottolineando la sua forte determinazione nel perseguire questa strada ma anche l’importanza di ripensare l’organizzazione del lavoro nel suo settore per garantire una migliore qualità della vita. Inoltre ha aggiunto che le donne devono esprimere la propria identità senza paragonarsi agli uomini innescando competizione.

Adua Villa, sommelier, giornalista e scrittrice enogastronomica, ha posto l’accento sul valore del senso critico e del confronto, oggi spesso indeboliti dalla tendenza a evitare le divergenze. Anche la critica gastronomica, ha osservato, dovrebbe recuperare autenticità e contribuire alla riflessione, anziché limitarsi a giudizi polarizzati, per cui distruttivi o eccessivamente benevoli e poco obiettivi.

La professoressa Paola Inverardi, rettrice del Gran Sasso Science Institute, ha affrontato il tema della conciliazione tra lavoro e vita privata e delle specificità della leadership femminile, richiamando il ruolo dell’empatia, dell’umiltà e della capacità di riconoscere il contributo dei collaboratori. Ha inoltre evidenziato le opportunità offerte dal rigore scientifico e dalle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, per rendere le cucine più efficienti e sostenibili e lasciare maggiore spazio alla creatività.

Infine, Antonella Santuccione, neuroscienziata e psichiatra, fondatrice e CEO della Women’s Brain Foundation, ha richiamato il legame tra alimentazione, salute e longevità, e ha sottolineato che una corretta nutrizione può contribuire alla prevenzione di diverse patologie e richiede un’adeguata educazione alimentare fin dalla scuola, con particolare attenzione alle esigenze delle donne nelle diverse fasi della vita.

A termine del convegno, l’istituto alberghiero De Cecco di Pescara ha aperto le porte per ospitare la Cena di Gala congressuale.

La giornata conclusiva dell’evento si è svolta a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, dove le Lady Chef hanno visitato il centro storico, simbolo di rinascita artistica e architettonica, per poi fare tappa presso la storica azienda dolciaria “Nurzia”, fondata nel 1835, legando così i valori dell’alta cucina nazionale alle radici dell’artigianato dolciario abruzzese.

Foto cover: Vincenzo Fedecostante

Fonte: Ufficio Stampa
Rielaborazione CS a cura di © MasWine-Jenny Viant Gomez

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