È stata ufficialmente presentata la neo Docg, prima una storica sottozona del Montepulciano d’Abruzzo. Comprende 18 Comuni e 19 cantine. Cerimonia di esordio nella suggestiva Abbazia di San Clemente a Casauria
Una Denominazione molto attesa, desiderata e conseguita dopo un lungo iter. La Docg Casauria, storica sottozona del Montepulciano d’Abruzzo nella provincia di Pescara, dopo l’ufficializzazione dello scorso anno, ha avuto finalmente il suo momento di presentazione in Abruzzo. A inizio maggio, nell’abbazia di San Clemente a Casauria (Tocco da Casauria), è stato celebrato il riconoscimento della radicata vocazione territoriale e dell’identità enologica forte, insieme alle autorità e ai produttori riuniti nell’associazione Casauria Docg, guidata dal presidente ed enologo Concezio Marulli.
Produttori della Docg e territori
La nuova denominazione abbraccia 18 comuni del Pescarese e le aziende facenti parte sono: (nel comune di Alanno) Castorani, Nik Tartaglia, Tocco; (nel comune di Bolognano) Tofani e Zaccagnini; (nel comune di Castiglione a Casauria) Tenuta secolo IX; (Cugnoli) Chiusa Grande e Cingilia; (Pietranico) Caprera e Rosarubra; (Pescosansonesco) Pasetti; (Scafa) Duchi di Castelluccio; (Tocco da Casauria) Filomusi Guelfi, Guardiani Farchione, Pettinella e Terzini; infine Galasso, Roxan e Torre dei Beati in area Casauria.
Il disciplinare della Docg Casauria
Il disciplinare della nuova Docg Casauria prevede l’utilizzo di uve Montepulciano per un minimo del 90%, il restante 10% altri vitigni a bacca nera coltivati in Abruzzo. Le forme di allevamento sono a spalliera e pergola abruzzese, le rese non superiori a 9 tonnellate per ettaro. La versione base prevede un minimo di 18 mesi, mentre la Riserva 24 mesi. Il titolo alcolometrico parte da 13% vol.
Casauria era stata individuata già nel 2006 come area particolarmente vocata all’interno del disciplinare del Montepulciano d’Abruzzo. Grazie al lavoro svolto per promuoverla e al sostegno della Regione Abruzzo, i suoi vini costituiscono oggi un vero veicolo di comunicazione territoriale. Storia di Casauria e vocazione
Dal punto di vista storico, il nome “Casauria” richiama il monastero di San Clemente a Casauria, fondato nell’871 dc per volontà dell’imperatore Ludovico II. La sua provenienza potrebbe derivare da “Casa aurea” in ragione della fertilità dei suoli oppure da “Casa Urii”, attinente a Giove Urios, divinità dei venti.
La vocazione vinicola del territorio è testimoniata anche da episodi più recenti: negli anni ’30 la stazione ferroviaria di Torre dei Passeri era il crocevia delle spedizioni di uve e vini pregiati provenienti da questa zona, confermando la centralità di Casauria nella viticoltura abruzzese.
Le Docg abruzzesi
Emanuele Imprudente, l’assessore regionale all’Agricoltura, ha espresso soddisfazione per il valore di questo traguardo:
«La nuova Docg segna un pezzo di storia importante per l’Abruzzo. È un risultato che rafforza la viticoltura regionale e porta benefici all’economia locale e al turismo».
Con Casauria, l’Abruzzo porta a tre il numero delle Docg riconosciute: Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo, Tullum e ora Casauria. Tutte sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, che sta ridisegnando il panorama delle denominazioni regionali per valorizzare le specificità dei territori.
La partecipata iniziativa, ricca di interventi coinvolgenti anche dal punto di vista emotivo, si è conclusa con una masterclass dedicata a giornalisti e addetti ai lavori, al fine di apprezzare concretamente l’unicità della nuova Docg.
di MasWine-Jenny Viant Gomez ©



