Rustichella d’Abruzzo PrimoGrano tour 2025, festa della trebbiatura

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Il pastificio abruzzese Rustichella d’Abruzzo, in attività da 101 anni, celebra la trebbiatura e la cultura contadina ospitando annualmente clienti e partner stranieri per fare un’esperienza immersiva nel territorio: il PrimoGrano tour, edizione 2025.  Special guest: lo chef influencer Max Mariola. Chiusura con il Ballo della Pupa, rito propiziatorio per il raccolto.

Gianluigi e Stefania Peduzzi, titolari di Rustichella d’Abruzzo e ideatori di PrimoGrano tour

PrimoGrano tour, la mission

La missione del PrimoGrano tour, iniziativa ultradecennale di Rustichella d’Abruzzo, è far apprezzare  la provenienza e trasformazione delle varie tipologie di grano italiano. A questo scopo i fratelli Stefania e Gianluigi Peduzzi, titolari dell’azienda,  hanno ideato l’evento nel periodo della trebbiatura, attraverso percorsi ad hoc, pranzi, cene e una suggestiva festa finale dedicata agli ospiti stranieri.Quest’anno è stata fatta la visita al campo di grano Marzuolo, ubicato a Rocca Pia, sull’Altopiano delle Cinque Miglia, nel territorio aquilano.

PrimoGrano tour, la festa

Allestimento a Tenuta san Pellegrino, Loreto Aprutino (Pe)

La festa del PrimoGrano tour è andata in scena a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, nella Tenuta San Pellegrino addobbata con magnifiche luminarie artigianali. Il momento di condivisione è stato animato da brani poetici di Gabriele D’Annunzio recitati da Franca Minnucci, l’animazione musicale di Vincenzo Di Nicolantonio e la Banda di Celano, il menù con prodotti quasi esclusivamente locali curato dal ristorante La Bilancia, di Loreto Aprutino, e il cooking show dello chef influencer Max Mariola. A conclusione della serata il fantastico Ballo della Pupa e uno spettacolo pirotecnico.

Il ballo della Pupa, tra rito e storia

Ballo della Pupa. Credits: Rustichella d’Abruzzo

Il Ballo della Pupa merita un riferimento ulteriore. La Pupa è una figura femminile di cartapesta che evoca la Dea Madre, il suo interno è cavo per ospitare un danzatore. Esternamente è munita di supporti in cui innestare fuochi d’artificio.

In vari periodi dell’anno viene fatta ballare a ritmo di musica, come antico rito contadino propiziatorio di buon auspicio e per la fertilità della terra. In passato, in assenza dei fuochi artificiali, la Pupa veniva incendiata alla fine del ballo e le sue ceneri venivano sparse sui campi per augurare un buon raccolto.

Max Mariola, il cooking show dell’influencer

Max Mariola durante il cooking show (supportato da Roberta Balda, Mktg e Comunicazione Rustichella d’Abruzzo)

Lo chef influencer Max Mariola ha reinterpretato un grande classico – la pasta e fagioli – in chiave estiva e fatta con grano Marzuolo, esaltando i sapori autentici d’Abruzzo con il pomodoro a pera e il fagiolo Tondino del Tavo. Come in ogni sua performance, non è mancata la solita frase con cui termina ogni suo show: «The sound of love».

Altri protagonisti assoluti del PrimoGrano tour sono stati: i formaggi della Tenuta del Proposto, i salumi dell’Azienda Agricola Di Mascio, il pane del forno di Via Venezia, i panini del Panificio Linda, la celebre porchetta Nobilio di Loreto Aprutino, le noccioline calde, i dolci della tradizione abruzzese, tra cui le Sise delle Monache di Emo Lullo,  e i sottaceti della Giara.

Vini in abbinamento delle aziende abruzzesi Ciavolich (Cococciola, Cerasuolo e Montepulciano d’Abruzzo) e Fantini, all’aperitivo.

Gli ospiti numerosi, partner, amici e clienti provenienti da ogni parte del mondo – Australia, Cina, Singapore, Corea –  hanno potuto vivere da vicino l’essenza rurale  di Rustichella d’Abruzzo, storico pastificio nato nel 1924 e oggi presente in oltre 70 Paesi.

Pastificio Rustichella d’Abruzzo, passato e futuro

Fasi produttive nello stabilimento di Pianella (Pe)

Rustichella d’Abruzzo nacque nel borgo montano di Penne (Pe). Raffaele Sergiacomo, da mugnaio, decise di fondare un pastificio “primordiale”, con  l’utilizzo sia della forza umana  che degli animali. La produzione era solo estiva perché  l’asciugatura poteva avvenire esclusivamente all’aperto sfruttando le correnti di aria calda. Uno dei figli di Raffaele, Gaetano Sergiacomo, nonno materno degli attuali titolari dell’azienda, diede vita al primo pastificio industriale.

Nel 1865 i Peduzzi, famiglia provenienti dalla Valle d’Intelvi, a Chieti, trasformarono un vecchio mulino e diedero vita alla prima fabbrica di acque gassate. La gazzosa Peduzzi fu definita: lo “Champagnino” d’Abruzzo. I Peduzzi intrecciarono loro destino con i Sergiacomo quando Piero Peduzzi, padre degli attuali titolari, sposò Nicolina Sergiacomo e continuò la tradizione pastaia.Nel 1981 il Pastificio Sergiacomo diventò Rustichella d’Abruzzo e fu disegnato anche il primo logo, capace di veicolare una forte identità territoriale. 

Oggi il pastificio artigianale è noto in più di 70 paesi al mondo. Attualmente la produzione si avvale di due stabilimenti ubicati nella provincia pescarese. Uno a Moscufo, l’altro  a Pianella, inaugurato nel 2020,  per la produzione di pasta all’uovo e formati giganti. La fabbrica, definita  4.0, conserva le caratteristiche della produzione artigianale secondo il metodo Sergiacomo, in abbinamento alla tecnologia, per favorire un alto standard qualitativo. Lo stabilimento è  dotato di un impianto fotovoltaico per l’autonomia  energetica.La quarta generazione di Rustichella d’Abruzzo è costituita da Carolina, Stefano e Piero, che hanno scelto di continuare la tradizione di famiglia dopo qualificati studi ed esperienze all’estero.

Pasta Rustichella d’Abruzzo, tipologie e caratteristiche principali

Innovazione di prodotto, pasta all’uovo rosa

Piero Peduzzi propose la pasta integrale trafilata in bronzo, con le stesse trafile utilizzate da Gaetano Sergiacomo, in modo da garantire la giusta ruvidezza per trattenerne il condimento. Usò per primo in Italia il packaging  kraft pack (sacchetto di carta).

Fino al 2001  la legge vietava di definire “pasta” qualsiasi prodotto non ottenuto esclusivamente da semola di grano duro; pertanto  la produzione di pasta integrale con la fibra era un prodotto illegale, tanto da impedirne la dicitura “pasta” sul pacchetto. Peduzzi trovò uno stratagemma per immettere sul mercato la sua innovativa “specialità gastronomica”, che riportava solo ed esclusivamente il nome della ricetta tipica del formato (Arrabbiata per le penne, Aglio e olio per gli spaghetti). In barba all’avvento dei colossi industriali.

Nel 2001, l’azienda Rustichella d’Abruzzo diventa una S.p.A. Innova senza mai abbandonare il processo artigianale nella pastificazione. Ancora oggi la pasta, confezionata nell’inconfondibile sacchetto di carta, viene prodotta  con trafila in bronzo, l’essiccazione si compie lentamente e a bassa temperatura, anche fino a 50 ore e intorno ai 35-40C°, nei processi industriali  avviene a circa 90°C per 4/5 ore.

Tra i formati troviamo PrimoGrano, la prima pasta 100% abruzzese, Formati regionali, Linea Biologica, 90 Rapida. Brevetto depositato nel 2015, l’unica pasta non precotta a cuocere in 90 secondi, Linea Zerotre, concepita per promuovere nella prima infanzia i principi della Dieta Mediterranea, PastaYoung, dedicata agli sportivi, un alimento funzionale, ricco di fibre e proteine.

Rustichella d’Abruzzo attualmente ha colture di grano, farro e olivi. L’azienda reperisce l’80% delle materie dal territorio locale, tutela e recupera i grani autoctoni e antichi

​Info: Rustichella d’Abruzzo

MasWine-Jenny Viant Gomez. Riproduzione vietata © – Credits photo: MasWine, salvo diversamente indicato

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